Ultima modifica: 2 Marzo 2020

Rumi – L’anima bussa alla porta di Dio

Uno andò a bussare alla porta di un amico. L’amico chiese: “Chi sei; sei degno di fiducia?”
Egli rispose: “Io”. L’amico disse: “Vattene; non è il momento di entrare: ad una mensa come questa non c’è posto per una persona immatura.”
Chi cuocerà ciò che è crudo, se non il fuoco dell’assenza e della separazione? Chi lo libererà dall’ipocrisia?
Il pover’uomo se ne andò, e durante un anno di viaggio e di separazione dal suo amico, fu arso dalle fiamme.
Bruciato, si consumò; allora ritornò e ricominciò a camminare avanti e indietro davanti alla casa del suo compagno. Bussò alla porta con infinito timore e rispetto, temendo di lasciarsi sfuggire dalle labbra una parola irrispettosa.
Il suo amico gli chiese: “Chi è alla porta?” “Sei tu, alla porta, ammaliatore di cuori.”
“Adesso – disse l’amico – poiché tu sei me, entra, tu che sei me stesso; nella casa non c’è posto per due ‘io'”.

[Jalal alDin Rumi, Mathnawi, libro I, 3070, traduzione di Ganbriele Mandel Khan, Bompiani, Milano 2016, pp. 305-306]

6 commenti »

  1. eskort bayan ha detto:

    Bonne continuation pour ton blog que je continue à suivre réguliérement.
    Edeline Steward Ogawa

  2. Italica.it ha detto:

    Merci beaucoup, chère Edeline, pour tes belles paroles; à bientot!
    Marco

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